Più di tante parole, o forse più di tanti sproloqui potremmo dire di questi tempi, valgono le immagini, come quelle proposte dal libro “Una prigione romantica, la rappresentazione della coppia come strumento di controllo”.
Vi si racconta la narrazione del romanticismo attraverso spot, film, slogan etc.
Certo il ritratto non è incoraggiante, perlomeno per il mondo etero, si ritrovano decine di richiami infelici ad uno stile relazionale decisamente patriarcale; a questi ne seguono altri improntati di volta in volta a modalità compiacenti e subalterne con cui le donne si rivolgevano ai loro partner.
La comunicazione visiva di campagne pubblicitarie e brand del nostro paese racconta meglio di mille parole di un mondo pericolosamente maschilista; quanta creatività occorre ancora per il cambiamento!
