Avrebbe compiuto 70 anni Andrea Pazienza, se non avesse interrotto il suo percorso di vita terrena giovanissimo.

Io però e sono sicuro di essere in ottima compagnia, lo sento sempre vivo, che lotta e disegna vicino a me.

Non saprei dire chi è stato ed è per me in poche righe, significherebbe dare un limite a chi limiti non aveva.

Io ho avuto la fortuna di conoscerlo, è stato un rivoluzionario, un provocatore, un intemperante, il miglior amico delle mie fantasie più galoppanti.

Per il mio mestiere e per il fumetto, mia grande passione, un pioniere assoluto che con le sue tavole ha segnato per sempre illustrazione, pittura e grafica pubblicitaria.

È unanime il giudizio sulla sua opera che lo consacra come il creatore più creativo di un’estetica nuova, così innovativa che ancora oggi mi sembra di vederlo ancora a far scorribande insieme al suo Zanardi.

Pazienza nel poco tempo in cui ha vissuto non si è fatto mancare nulla, avendo un talento che poteva moltissimo; è stato co-fondatore e curatore grafico di riviste d’avanguardia, ha realizzato locandine per il cinema, manifesti politici, campagne sociali, copertine di dischi.

Aveva un tratto ed uno stile che definire inconfondibile è poco; in fondo per raccontare sul serio Pazienza, ci vorrebbe di nuovo Pazienza.